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Necropoli Etrusca del Baraglino

Il terrazzo alluvionale del fiume Versilia è stato abitato tra il VII e il V secolo a.C. da una comunità etrusca. La vitalità economica di quest'area dipendeva soprattutto dallo sfruttamento dei giacimenti marmiferi delle Alpi Apuane e da contatti con i centri dell'Etruria attraverso il commercio marittimo.
Sono stati rinvenuti resti di abitazioni (Casa Baldi), tombe con oggetti di corredo (Via del Poggione; Baraglino) e numerosi segnacoli funerari in marmo (cippi a clava).
L'area conserva inoltre consistenti tracce della successiva occupazione romana, quando viene probabilmente inserita nel territorio della colonia di Luni: sono infatti individuabili permanenze delle sistemazioni agrarie (centuriazione), fattorie e aree sepolcrali come quelle in località Cafaggio.
In località Baraglino il rinvenimento di un gruppo di ceramiche e di un cippo a clava, alla fine dell'Ottocento, e di un secondo cippo in anni più recenti, suggerisce la presenza in quest'area di una necropoli etrusca arcaica.
(testo di Fabio Fabiani)

Bibliografia: - Maggiani A., Querceta, località Baraglino (Seravezza), in Paribeni E. (a cura di), Etruscorum ante quam Ligurum. La Versilia tra VII e III sec. a.C., Pontedera 1990.
- Fabiani F., I cippi funerari versiliesi e il loro contesto, in Paribeni E. (a cura di), Acheronticae columellae. Cippi funerari della Versilia etrusca, Pietrasanta 1999
Epoca: VII-VI sec a.C.
Comprensorio: Versilia
Comune: Seravezza, località Querceta
Notizie storiche: Il complesso di oggetti, rinvenuti fortuitamente in località Baraglino e donati dalla famiglia Garfagnini al Museo Nazionale di S. Matteo a Pisa, comprende un'olla, due ciotole in bucchero e un coperchio di impasto fine che trovano puntuali riscontri in ambito regionale, e in particolare nel territorio gravitante su Pisa, con analoghi materiali databili tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo a.C. Un interesse particolare riveste la ciotola di bucchero con una iscrizione in lingua etrusca, recante il nome del proprietario. Dalla stessa località provengono inoltre due cippi a clava, segnacoli funerari in marmo, uno dei quali, già proprietà Garfagnini, presenta caratteristiche particolari: la colonnetta sembra aver subito un taglio verticale, forse per regolarizzare una fenditura naturale. Sulla faccia piana così ottenuta è stato scolpito a rilievo la sagoma di un altro cippo a clava su base.
I materiali recuperati costituiscono molto verosimilmente i resti di una necropoli relativa a uno dei nuclei abitati del terrazzo alluvionale della Versilia. La presenza dell'iscrizione, insieme alle poche altre rinvenute presso la capanna di casa Baldi e a S. Rocchino, attesta inoltre la presenza per tutto il VI secolo a.C. di un ceto alfabetizzato che si serve della lingua e della scrittura etrusche.
Stato di conservazione: Resti non visibili; i reperti ceramici son esposti nel Museo Nazionale di S. Matteo a Pisa; i cippi a clava nel Museo Archeologico "B. Antonucci" a Pietrasanta.
Tipologia: Necropoli etrusca
Codice Audioguida: 304
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