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Tomba di Rio Ralletta

Dal momento del rinvenimento, nel 1892, durante lavori per la bonifica del bacino del Bientina, la tomba di Rio Ralletta ha rappresentato un caposaldo fondamentale per la definizione dell'insediamento etrusco nella piana dell'Auser, a lungo oggetto di discussione. Caratterizzata da un pregiato cinerario e da un ricco corredo di oreficerie, la tomba costituisce ancora un complesso pressoché unico nel panorama dei rinvenimenti relativi a sepolture etrusche nel territorio lucchese (Via Squaglia).
(testo di Susanna Bianchini)

Bibliografia: - Mencacci P., Zecchini M., Lucca preistorica, Lucca 1976
- Cristofani M., L'oro degli etruschi, Novara 1985
- Ciampoltrini G., Aspetti dell'insediamento etrusco nella valle del Serchio: il V sec. a.C., in "Studi Etruschi" LIX, 1994
- Ciampoltrini G. (a cura di), gli Etruschi del Bientina. Storie di comunità rurali fra X e V secolo a.C., Buti 1999
Epoca: sec. V a.C.
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune: Capannori
Notizie storiche: Secondo le notizie del rinvenimento, la tomba era costituta da un dolio d'impasto, interrato e coperto da una lastra di pietra. Un cratere attico a figure rosse, attribuibile al Pittore del Porco (480-470 a.C.), fungeva da cinerario; la scena principale raffigura il mito di Teseo che uccide il Minotauro. All'interno del vaso, insieme ai resti combusti della defunta, certamente una donna, furono rinvenuti numerosi oggetti di ornamento personale. Due grani di collana in ambra e un corredo di oreficerie, in lamina d'oro decorata a sbalzo e a stampo, che comprende: una coppia di orecchini a bauletto; uno spillone con capocchia a forma di melagrana; pendenti di collana configurati ad arpia, coroncina, pigna, ghianda, fiori di loto e bacca; undici piccole fibule e sei placchette a forma di volatile, probabilmente in origine applicate a tessuti. L'insieme dei materiali conferma la cronologia, ai primi decenni del V secolo a.C., offerta dal cinerario.
Sebbene il rituale funerario ripeta ancora le consuetudini dell'età del Ferro, sostituendo solo la semplice olla con un vaso di maggior pregio, la ricchezza del corredo testimonia il notevole livello economico che poteva essere raggiunto, in questo periodo, dagli Etruschi insediati nella piana lucchese (Chiarone, Fossanera, Tempagnano, Romito di Pozzuolo). L'espansione demografica, già avviata alla fine del VII secolo a.C., raggiunse infatti il culmine proprio nella prima metà del V secolo a.C.
Stato di conservazione: Resti non visibili; il cinerario e gli oggetti di corredo sono esposti nel Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca.
Tipologia: Tomba etrusca
Codice Audioguida: 046
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