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Villa Bottini, ex Buonvisi "al giardino"

La Villa Buonvisi "al Giardino", oltre ad essere una delle più belle ville della lucchesia, ha una rilevanza storica notevolissima: il suo schema compositivo funzionò da modello per la costruzione di molte ville nel territorio lucchese e la "villa ideale" teorizzata dal Sanminiati, sembra essere ricalcata sulle sue forme.
A pianta rettangolare, si compone di un seminterrato, un piano rialzato, un piano superiore di altezza notevolmente inferiore, e una sopraelevazione centrale con loggia. Nella facciata posteriore, al piano rialzato, si apre un portico che dà accesso al salone.
Le grandi aperture, il gioco delle simmetrie e delle proporzioni tra gli elementi architettonici, danno all'edificio una garbata e armonica leggerezza che raramente si ritrova in altre ville lucchesi.
Le volte del salone e del portico furono affrescate da Ventura Salimbeni, e nella loro realizzazione è visibile l'influenza del Raffaello della Farnesina. Questi affreschi sono l'unica testimonianza di decorazione di interni del XVI secolo rimasta nelle ville lucchesi. Decorazioni neoclassiche furono aggiunte nell'ottocento quando la villa era di proprietà della principessa Baciocchi.
Notevoli i portoni di ingresso alla chiusa che hanno uno stile massiccio decisamente diverso da quello dell'edificio.
Il portale di ingresso al ninfeo, il primo esempio di serliana nelle ville lucchesi, ha una composizione estrosa e originale: alterna materiale liscio e ruvido nelle colonne ed è sormontato da due statue di fiumi che nella loro disposizione simulano la forma del timpano spezzato.
La villa è oggi di proprietà comunale ed è sede di numerosi eventi culturali.
Bibliografia: - Isa Belli Barsali, La Villa a Lucca dal XV al XIX secolo, De Luca, Roma, 1964
- I. Belli Barsali, Ville e committenti nello stato di Lucca, Maria Pacini Fazzi, Lucca, 1980
- M. A. Giusti, Il linguaggio ammannatiano nel palazzo e nel giardino lucchese, in Bartolomeo Ammannati : scultore e architetto 1511-1592, a cura di Niccolò Rosselli Del Turco, Federica Salvi, atti del Convegno tenuto a Lucca e Firenze nel 1994
- A. Venturi, Storia dell'Arte Italiana, Hoepli, 1901-1940
Come arrivare: macchina:parcheggiare nei pressi di Porta Elisa e, entrati in città dalla porta, proseguire in via Elisa fino alla villa.

mezzi pubblici:dalla stazione di Lucca entrare in città dal baluardo S. Colombano, percorrere via della Rosa, girare a destra in via Santa Croce dopo la Piazza Santa Maria Forisportam. Proseguire fino alla villa.
dalla stazione degli autobus in Piazzale Verdi percorrere tutta via San Paolino, quindi tutta Via Santa Croce che sbocca in Via Elisa dove è sita La Villa.
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune: Lucca
Datazione edificio: fine XVI secolo
Datazione giardino: fine XVI secolo, modificato in seguito.
Identificazione: Lucca
Notizie storico critiche: La villa fu costruita nel 1566 fuori dalla cerchia delle mura medievali, in una zona coltivata ad orti. Gli affreschi di Salimbeni all'interno furono iniziati nel 1593, quindi a quell'epoca doveva essere stata completata la costruzione dell'edificio. La paternità dell'architettura dell'edificio e del giardino è dibattuta. La Belli Barsali sostiene che alla villa lavorarono tre architetti: un non identificato autore dell'edificio, il Buontalenti al portale di ingresso al ninfeo, Vincenzo Civitali ai portoni di ingresso alla chiusa. Il Venturi aveva invece notato l'influenza dell'Ammannati nella realizzazione dell'ingresso maggiore e della finestra nel muro di cinta. Ed è all'Ammannati stesso che la Giusti ha attribuito queste opere, sulla base di un disegno che presenta un esempio di timpano spezzato molto simile a quello realizzato nella villa. La Giusti reputa inoltre che la realizzazione della villa nel suo complesso sia da attribuire ad una collaborazione tra l'Ammannati e Vincenzo Civitali.
Codice Audioguida: 643
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