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Villa Reale di Marlia

Il complesso monumentale della Villa Reale di Marlia è di estremo interesse perché ha in sé stratificate le testimonianze di due importanti periodi costruttivi dell'architettura delle ville lucchesi. Una parte del parco conserva infatti ancora l'originario impianto seicentesco, con i suoi sempreverdi geometricamente ordinati e con il teatro di verzura, impiantato nel 1652, le cui siepi hanno raggiunto ormai una notevole altezza. Allo stesso periodo appartiene il teatro d'acqua posto dietro il palazzo, opera, secondo Isa Belli Barsali, dello stesso architetto che ha progettato la peschiera e l'esedra che le fa da sfondo. Quest'ultima è notevole per la dinamicità della pianta e delle linee architettoniche, oltre che per il sapiente impiego dei materiali da costruzione. L'effetto dell'utilizzo di materiali ruvidi, come il tufo, affiancati a materiali lisci, è quello di una maggiore fusione dell'architettura in muratura con l'architettura "naturale"delle siepi. Come le siepi di sempreverdi simulano le pareti, così le opere umane in muratura simulano le rocce.
Il palazzo è invece, nella sua forma attuale, opera neoclassica e risale al periodo del principato napoleonico dei Baciocchi. Si presenta come una imponente e sobria costruzione a tre piani; l'ingresso principale, nella facciata a valle, è realizzato da tre arcate sormontate da una balaustra con colonnine. Nella facciata posteriore è presente un portico. Interessante è soprattutto la sistemazione degli interni, in cui sono particolarmente curati, secondo i dettami della scuola degli architetti napoleonici Fontaine e Percier, il rapporto e la coerenza tra la struttura architettonica e la decorazione.
Va ricordato il grande affresco La Danza delle Ore, del pittore lucchese Stefano Tofanelli, che decora il soffitto della sala da ballo.
All'interno del parco si possono visitare le strutture appartenenti alla Villa del Vescovo.
Bibliografia: - Isa Belli Barsali, La Villa a Lucca dal XV al XIX secolo, De Luca, Roma, 1964
- M. A. Giusti, Le residenze dei principi a Marlia, in Il Principato Napoleonico dei Baciocchi (1805-1814) riforma dello Stato e Società, catalogo della mostra tenuta a Lucca, Museo di Palazzo Mansi, 1984
Come arrivare: macchina:da Lucca SS 12 in direzione Abetone, svoltare al bivio Pizzorne-Matraia-Villa Reale, seguire le indicazioni per Villa Reale. Possibilità di parcheggio nei pressi della villa.

mezzi pubblici:da Lucca linea di autobus Clap per Marlia
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune: Capannori, località Marlia
Datazione edificio: XVII secolo, ricostruito nel XIX secolo
Datazione giardino: XVII e XIX secolo
Identificazione: Capannori, località Marlia
Notizie storico critiche: In questo luogo è attestata la presenza di una dimora signorile sin dall'epoca medievale. Nel 1651, dopo il fallimento dei Buonvisi, che ne erano proprietari, la villa passò alla famiglia Orsetti e fu ricostruita. E' a questo periodo che risale anche la sistemazione di una parte dell'attuale giardino. Nel 1806 Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone e principessa di Lucca, costrinse Lelio Orsetti a cederle la villa per stabilirvi la sua dimora fuori città. La villa fu completamente trasformata sotto la direzione di Théodore Bienaimé e, in seguito, dell'architetto Marchelli. Questi era stato precedentemente inviato dai Principi Baciocchi a Parigi, per un corso alla scuola di Percier e Fontaine, gli architetti di Napoleone. Si mantenne la cubatura dell'edificio precedente, ma dagli originari due piani con soffitte e seminterrato, furono ricavati gli attuali tre piani di altezza uguale, divisi da doppie cornici. Fu addossato un portico alla facciata a monte e quella a valle ricevette le sobrie linee che ha ancora adesso, con l'eliminazione del portale, del balcone e delle decorazioni con bugne che erano presenti nel precedente edificio. L'interno fu profondamente modificato nella distribuzione degli spazi e fu decorato con stucchi ed affreschi. Lavorò nella villa il lucchese Stefano Tofanelli, "primo pittore di Sua Altezza Imperiale". Il giardino venne notevolmente ampliato con l'acquisto del giardino della "Villa del vescovo" e di altri terreni circostanti, a cui fu data una sistemazione "all'inglese". Per l'ingresso alla tenuta (prima opera realizzata in ordine di tempo) furono costruite dall'architetto Lazzarini due palazzine simmetriche. La risistemazione della villa nel suo complesso costò moltissimo: i fondi adoperati erano quelli ottenuti tramite l'incameramento dei beni ecclesiastici, cosa che provocò forti malumori nei confronti dei Baciocchi.
Contatti: Romano Serafini

tel:0583 30108
fax:0583 30009
e-mail:villareale@cln.it
Codice Audioguida: 059
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