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Villino Malerbi oggi Dinelli

Il villino, a pianta quadrata, si sviluppa su due piani più la cantina e ha tetto a padiglione con manto di tegole marsigliesi.
Sul prospetto principale una piccola scala in marmo conduce a una veranda racchiusa da una balaustra a colonnine al di sopra della quale, sul lato sud-est, si trovano due grandi aperture esagonali. I due portoni d'ingresso sono intagliati con disegni di cigni e sulle inferriate sovrastanti si possono leggere le iniziali B.D.
Al piano terra sono due finestre di forma e dimensioni diverse: una, più ampia, esagonale, divisa al centro da un pilastrino e ripartita in quadrelli di vetro; l'altra sormontata da un arco a sesto ribassato decorato a motivi fitomorfi e tripartita. Sotto ognuna delle due finestre, tre rettangoli portano motivi fitomorfi.
I prospetti laterali hanno tre finestre allineate e una apertura vetrata che porta al centro dell'architrave un capitello decorato da foglie di acanto e sotto il davanzale riquadri a decorazioni floreali.
Al piano terra tutti i prospetti, eccettuato il retrostante, sono decorati da un bugnato fino all'altezza della cornice marcapiano.
Al primo piano la copertura della veranda forma una terrazza che ha la ringhiera realizzata in ferro battuto e pilastrini d'angolo in cemento sormontati da pigne. Gli architravi delle portefinestre che si aprono sulla terrazza sono dipinte con puttini ed elementi zoo- e fitomorfi.
Il sottogronda è caratterizzato da una cornice al di sotto della quale corre una fascia decorata in maniera analoga.
Il giardino su cui si affaccia il villino è chiuso da una cancellata in ferro intervallata da elementi in cemento e mattoni faccia a vista sormontati da vasi con figure e ricci. Due colonne più imponenti, in finto bugnato, affiancano il cancello principale che porta le iniziali B.D.
Bibliografia: - Archivio Storico del Comune di Lucca
- Archivio Soprintendenza B.A.A.A.S. delle province di Pisa, Lucca, Massa Carrara, Livorno (schedatori: Gilberto Bedini e Giorgio Marchetti)
- G. Bedini, L'arredo urbano e i villini di Lucca, in M.A. Giusti (a cura di), Le età del Liberty in Toscana, Atti del Convegno di Studi, Firenze 1995
- N. Nicoletti, Le residenze fuori dalle mura, in Il Museo per conoscere. Esperienze e proposte , a cura della Soprintendenza B.A.A.A.S. delle province di Pisa, Lucca, Massa Carrara, Livorno, Sezione Didattica dei Musei Nazionali di Lucca, anno II, n.3-4, Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca 1995
- N. Nicoletti, I protagonisti: la famiglia Orzali, in Il Museo per conoscere. Esperienze e proposte , a cura della Soprintendenza B.A.A.A.S. delle province di Pisa, Lucca, Massa Carrara, Livorno, Sezione Didattica dei Musei Nazionali di Lucca, anno II, n.3-4, Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca 1995
Come arrivare: macchina:L'edificio si trova in via Pascoli, una traversa di Viale Carducci
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune: Lucca
Datazione edificio: 1929
Identificazione: Lucca
Notizie storico critiche: Il villino è stato progettato nel 1929 dall'Arch. Gaetano Orzali (Lucca 1873-Genova 1954), diplomatosi nel 1897 presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, figura di primo piano dell'architettura Liberty in Italia e personalità principale di una famiglia in cui gran parte dei componenti, in particolare il padre Modesto (v. scheda n.19) e lo zio Achille (v. scheda n.15), fratello di Modesto, si dedicarono all'edilizia residenziale, dando un contributo essenziale al rinnovamento edilizio della città di Lucca tra Otto e Novecento.
L'Orzali, pur essendosi trasferito a Genova nel 1902, continuò a svolgere un'intensa attività professionale anche su Lucca e su Viareggio.
Dall'edificazione ai giorni nostri non risultano rilevanti cambiamenti nell' immagine esterna né sostanziali interventi di modifica all'interno, pertanto il villino si presenta ancora oggi così come è stato concepito.
(testi di Lorenza Caprotti - Centro Studi Cultura Eclettica Liberty e Déco)
Codice Audioguida: 673
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