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Villa Argentina

La villa Argentina, sia per la sua architettura che per i suoi manufatti decorativi, può essere considerata l'espressione più significativa del linguaggio modernista non solo viareggino ma dell'intera Versilia.
Le ceramiche di Galileo Chini, incorniciate da decorazioni moderniste, ornano le sue facciate. La villa espone infatti una delle maggiori testimonianze di ceramiche destinate all'architettura prodotte dalle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo.
Le fasce di coronamento del sottogronda sono formate da specchiature piastrellate di varie tipologie decorative e cromatiche. Motivi a scacchiera di tipo Secessione incorniciano putti recanti trionfi vegetali e si alternano ai disegni stilizzati di orientaleggianti alberi della felicità. L'allestimento decorativo richiama, anche nei colori, i motivi tradizionali delle maioliche del Rinascimento fiorentino, un punto di riferimento importante per la manifattura Chini "Arte della Ceramica"..
Nel salone interno al piano terreno un grande trittico di tela dipinta riveste un'intera parete. Raffigura un "matrimonio persiano" che si svolge in un paesaggio orientale. I dipinti, realizzati nel 1930 per i conti di Sant'Elia, allora proprietari, sono opera del pittore Giuseppe Biasi (Sassari 1885 - Andorno Micca 1945). L'artista rivela un gusto descrittivo che coinvolge ogni minimo dettaglio dell'abbigliamento e del portamento, sostenuto da un cromatismo attento alla caratterizzazione orientale dei personaggi.
Lo sguardo all'Oriente è accentuato dall'immagine della città murata che fa da fondale all'azione scenica, focalizzata sul corteo nuziale che segue gli sposi seduti sul palanchino dell'elefante.
I grandi pannelli si inseriscono in una fitta trama floreale di decorazioni in stucco (bianco e oro), anche esse di gusto orientale, che sono moltiplicate dal gioco illusionistico degli specchi presenti nel salone.
La villa è stata riaperta al pubblico dopo un lungo restauro che ha restituito l'edificio liberty all'antico splendore.

Orario di visita:

dal martedì al sabato
Mattina: dalle 10.00 alle 13,00 (ultimo ingresso ore 12,30)
Pomeriggio: dalle ore 15.00 alle ore 18.30 (ultimo ingresso ore 18,00).

Bibliografia:

- M. A. Giusti (a cura di), Le età del Liberty in Toscana, Octavo Franco Cantini editore, 1996
- M.A. Giusti , Viareggio 1828-1938. Villeggiatura, Moda, Architettura, Idea Books, Firenze 1989.
- A. Belluomini Pucci, Villa Argentina, Panelli, Racca Oytana, Sant'Elia, in M.A. Giusti (a cura di ), Incanti d'Oriente in Versilia, M. Pacini Fazzi, Lucca 1998.
- A. Belluomini Pucci, Un museo all'aperto: la ceramica di Galileo Chini nell'esposizione permanente della città di Viareggio, in G. Borella, A. Serafini (a cura di), La costruzione della Versilia, Maschietto&Musolino, Pontedera 2000.

Come arrivare:

macchina:all'uscita della Via Aurelia seguire le indicazioni per Via Marco Polo e percorrerla tutta fino all'incrocio con Via Fratti. Girare a sinistra e percorrere via Fratti fino all'angolo con via Vespucci dove si trova la villa.

Comprensorio: Versilia
Comune: Viareggio
Datazione edificio: 1924, 1926
Identificazione: Viareggio
Notizie storico critiche:

Nel 1924 Francesca Racca Oytana aveva presentato una richiesta inerente la costruzione di un piccolo fabbricato "ad uso di garage e stanze di servizio" nel giardino della sua villa, che era situata sul prolungamento a monte della via Fratti e della via Vespucci sui lotti indicati nel piano regolatore come terreni ex Giannoni. Il progetto dell'edificio, come attesta la planimetria riportata nella richiesta sopra citata, presenta un disegno la cui forma poligonale interpreta in maniera dinamica la soluzione d'angolo.
Nel 1926 su progetto firmato dall'ingegnere Alessandro Lippi, noto in città per la realizzazione di altre opere tra le quali l'ampliamento della villa del principe Giovannelli (situata sulla Passeggiata) contempla, quale modifica sostanziale, la regolarizzazione dell'impianto architettonico con l'aggiunta di un corpo di fabbrica di due piani prospiciente la via Fratti.
Un ulteriore ampliamento della villa viene realizzato nel 1939 quando la proprietà risulta della Baronessa Iosepina Arborio Nella di Sant'Elia. Il progetto dell'ing. Salvatore Sala prevede un consistente aumento volumetrico della villa sul lato nord.
(testo di Alessandra Belluomini Pucci-Centro Studi Cultura Eclettica Liberty e Déco)

Codice Audioguida: 225
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