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Il Medioevo

Con il riconoscimento della personalità giuridica delle comunità della Valle del Serchio, sancito per la prima volta in un diploma di Federico I del 1185, ha inizio il fenomeno di formazione della nuova categoria sociale dei piccoli proprietari rurali con la messa a coltura di nuove terre e la loro progressiva parcellizzazione in unità sempre più piccole.
Attorno all'anno mille si può considerare ormai strutturata e quasi completata l'organizzazione insediativa della Valle del Serchio: i borghi presenti costituiscono quasi il 90% di quelli attuali; la loro organizzazione sul territorio è frutto di precise scelte di carattere militare con la scelta di luoghi naturalmente difesi dalla presenza di corsi d'acqua o da fattori di carattere economico legato al più razionale utilizzo delle risorse agricole
Attorno al 1100 si diffonde anche nella Valle del Serchio il fenomeno dell'incastellamento; le famiglie notabili e i feudi vescovili esercitano di fatto il potere politico locale, in virtù di prerogative imperiali, e, sebbene in forma meno rilevante, sovraintendono anche a quello militare.
Il sistema difensivo risulta in questo periodo molto articolato, in parte ancora strutturato su quello di probabile origine longobarda con torri di avvistamento poste a controllo di confini. Attorno al 1000 inizia a comparire il termine Castellum riferito a varie località e a varie realtà insediative, o rocche destinate ad ospitare un modesto presidio militare o, residenze signorili, spesso vere e proprie fattorie fortificate.
Le vicende storiche con il conseguente abbandono e decadenza, oltre a naturali cause di deperimento fisico o eventi traumatici, distruzioni, e terremoti, hanno visto la scomparsa di questa rete capillare di strutture difensive la cui memoria sopravvive in alcuni casi nei toponimi o è documentata nelle carte di archivio.
Le ricerche in corso, scavi o indagini di superficie, hanno dimostrato l'esistenza di un gran numero di queste strutture, si tratta in genere di edifici di modeste dimensioni costituiti da una cinta muraria che segue l'andamento naturale del terreno appena livellato e da una torre a base quadrangolare; gli elementi architettonici superstiti , quasi sempre limitati alle fondazioni, sono costituiti da parati murari in pietre squadrate o sbozzate messe in opera a filaretto, strette aperture sormontate da robusti architravi monolitici o archi in pietra con conci regolari.
L'equilibrio faticosamente raggiunto fra potere feudale locale, feudi ecclesiastici e libertà comunali viene progressivamente vanificato, a partire dal XIII secolo dall'espansionismo lucchese contrastato dalla altre città ostili a Lucca e dalle consorterie feudali, con complesse fasi che vedono presenti e contrapposte le principali forze politiche in campo; nel 1308 tutta la Valle del Serchio è sotto il dominio lucchese, divisa in sei vicarie, le libertà e le attribuzioni comunali sancite dagli statuti vengono progressivamente svuotate di contenuti sostanziali e gli statuti stessi declassati a regolamenti municipali tanto che l'indipendenza politica dei comuni viene meno con l'accentramento a Lucca di tutto il potere politico e decisionale.

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