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La città etrusca

Secondo le più recenti valutazioni, Pisa sembra aver assunto una fisionomia urbana nel corso dell'ultimo quarto del VII sec. a.C.
Dai piccoli agglomerati villanoviani dislocati soprattutto nell'area occidentale, si comincia ad intravedere, nel corso della prima metà del VII sec. a.C., la formazione di più nuclei insediativi, separati da ampi spazi liberi e, forse, concentrati attorno a residenze aristocratiche. Allo stesso modo, la necropoli coeva, recentemente scoperta in via S. Iacopo, con il grande tumulo monumentale circondato da una serie di tombe più piccole e modeste, pare riflettere, nell'ambito funerario, l'organizzazione sociale gerarchica della comunità etrusca nella fase protourbana.
Dall'ultimo quarto del VII e nel corso del VI sec. a.C., le aree abitate si estendono invece in tutto il settore a nord dell'attuale corso dell'Arno, segno evidente dell'espansione demografica; compaiono edifici a carattere sacro, come quello indagato in Piazza del Duomo; le abitazioni evolvono verso forme con pianta regolare e si diffonde l'impiego di laterizi nelle coperture e, talvolta, di elementi di decorazione architettonica.
Il tessuto urbano di età classica non doveva apparire molto diverso da quello di età arcaica: le necropoli continuarono ad occupare la fascia settentrionale del territorio, mentre in città, alcune trasformazioni si colgono solo a partire dall'avanzata metà del V sec. a.C.
Dalla fine del IV sec. a.C., un rinnovato fervore edilizio si accompagna probabilmente ad un notevole incremento demografico che, nel corso del successivo III sec. a.C., porterà all'occupazione, a fini abitativi, di aree prossime alla città, precedentemente utilizzate da necropoli. Rientra tra queste, la zona presso la chiesa di S. Zeno dove, in particolare, si sviluppa un quartiere artigianale per la produzione ceramica.

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