In diversi settori della città sono state individuate alcune abitazioni di età imperiale, di grandi dimensioni e dotate di raffinati apparati decorativi. Meno note sono le abitazioni di età repubblicana, demolite per far posto a nuovi edifici o interamente ristrutturate in età giulio-claudia.
La "domus degli affreschi" presso l'area forense, la "casa dei mosaici" a nord del capitolium, la domus presso la porta settentrionale, la "domus di Oceano", individuata sotto le strutture della basilica cristiana, sono tutte caratterizzate da pavimentazioni in marmi lunensi e di importazione, mosaici, pareti affrescate con i motivi decorativi caratteristici di Roma e delle aree residenziali vesuviane della prima età imperiale.
L'esempio meglio noto nello sviluppo planimetrico è la "domus degli affreschi", che occupava un'area di circa 1300 mq. Una serie di sale e triclini si articolavano intorno ad un hortus e a due giardini, l'uno movimentato da quattro aiuole circondate da canaletti in marmo bianco e da nove fontane; l'altro dotato di un ninfeo e forse sede del larario.
Tutte le abitazioni individuate mostrano segni di abbandono nel corso del IV sec. d.C., analogamente a quanto avviene agli edifici pubblici e religiosi.
La "domus dei mosaici" presenta una nuova fase di sviluppo nel V sec. d.C., quando accolse un grande mosaico con la rappresentazione del Circo Massimo di Roma e fu ampliata con la costruzione di un quartiere termale.
La "domus di Oceano" subì una completa ristrutturazione tra IV e V sec. d.C., che la trasformò in una domus ecclesiae, normale edificio abitativo adattato per le pratiche e le celebrazioni liturgiche degli adepti della nuova fede. Nella seconda metà del V sec. d.C., sugli ambienti più significativi della domus s'impiantò la prima basilica cristiana.