Al momento della fondazione coloniale nel 180 a.C., l'ampia piana alluvionale che si estende ad est e sud-est della città, presentava ampie zone paludose ed era probabilmente in gran parte spopolata, dopo che gli eventi del conflitto romano-ligure avevano determinato la fine, talvolta violenta, degli abitati etruschi di età ellenistica.
E' però certo che almeno nel VII-VI sec. a.C., con l'insediamento testimoniato dalla necropoli di Via Squaglia, l'area dove poi sorgerà la città romana, era pienamente inserita nel sistema di insediamenti etruschi sviluppatosi lungo il basso corso dell'Auser.
Per il periodo successivo, fino agli inizi del II sec. a.C., abbiamo solo pochissimi reperti, recuperati nello scavo del battistero di S. Giovanni, che, pur provenendo da sedimenti di epoca posteriore, indiziano comunque la frequentazione dell'area in età pre-romana. D'altra parte il nome stesso della città, Lucca, forse connesso con la radice celto-ligure luk (luogo paludoso), è di origine pre-latina e compare per la prima volta nelle fonti scritte in relazione ad eventi anteriori alla fondazione coloniale.
Secondo il racconto di Livio, nell'inverno del 217 a.C., durante la seconda guerra punica, mentre Annibale trovava rifugio presso i Liguri, il console romano Sempronio raggiungeva Lucca. E' possibile quindi che nel luogo, scelto dai Romani per la città poiché presentava caratteristiche ambientali favorevoli all'insediamento, preesistesse uno stanziamento sulla cui natura non abbiamo informazioni archeologiche.