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L'impianto urbano e l'edilizia pubblica

Una delle maggiori testimonianze dell'età romana a Lucca è costituita proprio dall'impianto urbano: il reticolo di strade ortogonali, cardini e decumani, che scandivano in isolati lo spazio interno alle mura, è ancora in buona parte ricalcato dall'odierna viabilità, nella quale si conserva quindi l'impronta della città antica.
L'area racchiusa dalle mura del II sec. a.C., tendenzialmente rettangolare, presenta vistose irregolarità sui lati nord ed ovest, definiti probabilmente entro i limiti imposti dall'ambiente fluviale circostante.
Nel progetto urbanistico della città, inserita perfettamente e con lo stesso orientamento nella contemporanea divisione agraria (centuriazione) Lucca - città romana, venne predisposto un isolato centrale, di maggiori dimensioni, destinato ad accogliere la piazza e gli edifici del foro. Se l'identificazione dell'area forense con l'attuale piazza S.Michele "in foro", così definita già nei documenti altomedievali, non pone particolari problemi, ben poco si può dire dell'originaria articolazione e degli importanti monumenti che ne facevano parte.
Caratteristica dell'edilizia pubblica di età repubblicana a Lucca, risulta essere l'uso di grandi blocchi squadrati di calcare cavernoso, ampiamente utilizzato nella cerchia muraria. Più rilevanti sono i resti dei due maggiori edifici pubblici conservati nel tessuto cittadino: il teatro, probabilmente costruito nella seconda metà del I sec. a.C., a ridosso delle mura e in prossimità dell'importante porta settentrionale; e l'anfiteatro, edificato nella seconda metà del I sec. d.C., anch'esso in prossimità della porta nord, ma esterno alle mura. Entrambi presentano strutture realizzate in opera cementizia, prevalente nell'edilizia pubblica dal I sec. a.C.; il paramento è in blocchetti di calcare, nel teatro, e in tecnica mista di blocchetti di calcare e laterizi, nell'anfiteatro.
Un impianto termale pubblico, databile nella prima metà del II sec. d.C., è stato infine ipotizzato nell'area del battistero di S. Giovanni; l'ipotesi, destinata purtroppo a rimanere tale, vedrebbe la realizzazione di un importante edificio pubblico nel quartiere sud-orientale, in un periodo in cui è già avviato il progressivo declino dell'area forense, preannunciando quindi il successivo spostamento del centro politico e religioso in questo settore della città.

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