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L'edilizia privata

Mentre la costruzione delle mura e degli edifici pubblici del foro impegnò i coloni di Lucca sino dai primi anni di vita della città, il momento di massima espansione dell'edilizia privata sembra porsi nel corso del I sec. a.C. I rinvenimenti dei resti di abitazioni tardorepubblicane nel sottosuolo cittadino, sebbene inevitabilmente frammentati, sono numerosi e interessano tutta l'area racchiusa entro le mura, delineando un processo di urbanizzazione che pare giungere a compimento nell'età augustea.
Le strutture murarie sono di regola realizzate con blocchetti o lastre di calcare sommariamente sbozzati, mentre le pavimentazioni più comuni sono in cocciopesto, arricchito talvolta di motivi decorativi geometrici realizzati con tessere musive bianche e nere, come il pavimento asportato nell'Ottocento dall'area della chiesa di S.Reparata ed esposto nel museo di Villa Guinigi, o con l'inserzione di elementi lapidei, come in quello messo in luce nel Palazzo Ansaldi.
La tecnica dello scutulatum, in cui elementi lapidei policromi sono inseriti su un fondo di tessere di mosaico, è utilizzata in una pavimentazione emersa nell'area di Palazzo Guidiccioni e nell'emblema, che arricchisce un pavimento in cocciopesto, sempre dall'area di S. Reparata. Particolare infine è una pavimentazione, proveniente dal palazzo della Cassa di Risparmio ed esposto nel museo di Villa Guinigi, costituita da piccoli elementi quadrangolari in laterizio con l'inserimento di rombi di calcare bianco e delimitata da una fascia a mosaico di tessere bianche e nere disposte a scacchiera.
L'intensa attività edilizia che caratterizza il settore privato nel I sec. a.C. è documentata anche da un'originale produzione di terrecotte architettoniche, destinate, come le lastre di rivestimento da Palazzo Boccella, esposte a Villa Guinigi, ad arredare le domus con fregi figurativi ornamentali.
Gran parte delle abitazioni tardorepubblicane, vengono travolte, nel corso del II e III sec. d.C., dalla crisi generale del tessuto urbano, abbandonate o sostituite da edifici molto più modesti, spesso realizzati con materiale di spoglio. In questo periodo, solo una domus, nel quartiere sud-orientale, probabilmente ristrutturata, viene dotata di un pavimento musivo, a riprova della particolare vitalità, già segnalata dall'edilizia pubblica, di questo settore della città.

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