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La Tomba

Il rituale funerario praticato dalle popolazioni liguri è l'incinerazione: i resti combusti del defunto, talora avvolti in un panno e raccolti, con gli oggetti di ornamento personale, in un vaso, erano deposti entro una cassetta di lastre di pietra, interrata (Vado; Castelvecchio Pascoli).
Le sepolture maschili comprendevano un servizio di vasi per bere (ciotola, coppa, bicchiere e più raramente brocca) e un corredo di armi di ferro (lancia, giavellotto, spada ed elmo), ritualmente piegate e rese inutilizzabili, sottolineando la preminenza della funzione guerriera nella società ligure.
Caratterizza invece le sepolture femminili, la presenza della fuseruola, evidente riferimento alla filatura della lana, principale attività domestica della donna. Del costume femminile fanno parte inoltre fibule, cinturoni, armille, anelli e collane.
Le tomba era segnalata all'esterno da un recinto o da un tumulo di pietre; questi potevano anche raccogliere le sepolture di più individui appartenenti allo stesso gruppo famigliare. Ad Ameglia, alla foce della Magra verso La Spezia(fine IV-inizi III sec. a.C.), e a Levigliani nelle Apuane (seconda metà del III sec. a.C.), le aree cimiteriali presentano più recinti o tumuli entro uno schema planimetrico ben definito, che riflette l'organizzazione famigliare della società locale. Anche nella piccola necropoli di Villa Collemandina (Colle delle Carbonaie), nell'alta Garfagnana (fine IV sec. a.C.), la disposizione delle tombe corrisponde alla gerarchia della struttura famigliare, con la tomba del capofamiglia al centro e quelle degli altri membri, in posizione periferica.
Dopo la conquista romana, le poche comunità liguri scampate alla deportazione e integrate nel nuovo assetto politico, perpetuano le loro tradizioni che si riflettono nel rituale funerario: la piccola necropoli di in Lucchesia Marlia, della metà del II sec. a.C., e la tomba della Cappellain Versilia, della prima metà del I sec. a.C., documentano la continuità di elementi culturali liguri nel quadro di una progressiva romanizzazione.

 

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