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L'abitazione

La tradizione edilizia locale prevede, per tutto il periodo etrusco, l'impiego prevalente di materiali deperibili: legno, fibre vegetali e argilla. Le proposte di ricostruzione dei diversi tipi di abitazione si basano pertanto sui pochi resti conservati, quali ad esempio le buche per l'alloggiamento di pali lignei.
Nel periodo più antico, le abitazioni della piana lucchese (Chiarone), isolate o all'interno di modesti insediamenti a carattere famigliare, sono per lungo tempo costituite da semplici capanne con struttura portante in legno e pareti realizzate con elementi vegetali rivestiti da intonaco d'argilla.
Accanto al tipo tradizionale, si diffondono costruzioni realizzate impostando le pareti su uno zoccolo di base in ciottoli fluviali legati con argilla (Tempagnano; Acquarella); l'elevato poteva essere costituito ancora da un'ossatura lignea, elementi vegetali più leggeri e intonaco, oppure solo da argilla cruda. Nelle coperture, sempre in materiale deperibile, si iniziano ad utilizzare le tegole per rafforzare i punti di maggiore sollecitazione.
In età ellenistica, se la tecnica costruttiva rimane sostanzialmente invariata, la frequente localizzazione degli abitati su rilievi collinari impone la necessità di regolarizzare la roccia affiorante con opportuni tagli e riempimenti (Bora dei Frati; Romito di Pozzuolo); in ambiente paludoso, come nell'insediamento di Ponte Gini di Orentano (Pisa), troviamo ancora importanti opere di bonifica realizzate con palificazioni lignee.
Lo svolgimento delle attività quotidiane era assicurato da strutture domestiche, quali tettoie o piccoli porticati, focolari (Bora dei Frati) e grandi contenitori, talvolta interrati, per la conservazione degli alimenti; pozzi (S. Rocchino), strade o aree pubbliche (Tempagnano) costituivano inoltre servizi essenziali di uso comunitario. Ritrovamenti sporadici attestano infine l'esistenza, all'interno delle abitazioni, di piccoli luoghi di culto domestici ("larari"; Chiarone).

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