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L'ambiente naturale

In Toscana, molti dati importanti sono stati ottenuti dagli studi compiuti in occasione di diversi sondaggi geologici negli strati profondi della fascia costiera. Infatti, sia lo studio dei pollini fossili che quello degli organismi marini e terrestri tipici dei diversi periodi, adattati a oscillazioni calde o fredde della temperatura, hanno permesso di ricostruire in modo abbastanza preciso il clima ed i diversi aspetti geografici del territorio. Il lento miglioramento climatico che già a partire da 18.000 anni aveva causato il progressivo innalzamento del mare, intorno ai 12.000 anni da oggi determinò nuovamente la separazione delle isole dell'arcipelago dalla costa toscana. Lo stabilirsi della linea di costa sui livelli attuali è stato rilevato dai geologi verso i 6000 anni fa. Inoltre, in seguito all'accumulo dei sedimenti fluviali alla foce dei fiumi Magra, Serchio e Arno, si definì a poco a poco l'attuale morfologia della costa e dell'entroterra. Tra Bocca di Magra e Livorno si formò un lungo lido sabbioso mentre, più all'interno, una serie di dune parallele alla costa si intercalò con aree lacustri, più o meno estese, un residuo delle quali è rappresentato oggi dal Lago di Massaciuccoli e, più a nord, dall'antico Lago di Porta, in gran parte interrato.
Nell'entroterra, a partire da 14.000 anni fa, l'ambiente vegetale era costituito da praterie montane estese e da boschi radi di pini, abeti e latifoglie, tra cui querce e nocciolo alle quote più basse. Successivamente, tra 10.000 e 9.000 anni da oggi, con l'aumento della temperatura, nelle zone più elevate dove la vegetazione era costituita da cespugli di ginepri e mirtillo si diffuse gradualmente il bosco con pino silvestre. Da 9.000 a 8.000 anni fa il clima fu sempre più temperato con inverni miti ed estati piuttosto calde. In montagna, a partire da circa 8.000 anni da oggi, nelle conche glaciali rimasero laghetti sulle cui rive sostarono a lungo i gruppi mesolitici che frequentavano anche i crinali e i valichi appenninici. Ad alta quota si svilupparono boschi radi di laburno, acero e frassino, mentre a mezza costa sugli Appennini e sulle Apuane si diffuse il bosco misto di conifere e latifoglie (pino marittimo, querce etc.). A questo paesaggio vegetale non erano estranei gli abeti bianchi e rossi.

(testo di Alessandra Berton, Marzia Bonato, Stefania Campetti, Laura Perrini)

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