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L'abitazione

Sono assai rare in tutto il mondo le testimonianze di strutture abitative mesolitiche. Le più eccezionali scoperte archeologiche sono state fatte in Medio Oriente dove le comunità umane che già raccoglievano i cereali selvatici, abitarono in grotte o costruirono abitati formati da capanne circolari provviste di basamenti di pietra e coperte con materiali vegetali. In Europa conosciamo soltanto poche testimonianze di strutture abitative costituite essenzialmente da "buche di palo" (ovvero dalle impronte lasciate nel terreno dalle strutture in legno che sorreggevano le pareti e il tetto) e da concentrazioni di carboni, resti degli antichi focolari.
Gli insediamenti furono realizzati prevalentemente all'aperto, o in ripari sottoroccia, con una chiara predilezione per gli ambienti umidi: in riva ai laghi, lungo i corsi dei fiumi o vicino al mare. In Toscana nord-occidentale sono più numerosi rispetto a quelli del Paleolitico superiore finale e si concentrano nell'Alta valle del Serchio e sull'Appennino tosco-emiliano. Si nota però una diminuzione degli insediamenti nelle zone di pianura e bassa collina e un forte aumento nelle aree montane anche a quote elevate (1500-1800 s.l.m.). I piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori posero i loro accampamenti sui bordi dei laghetti di alta quota, costruendo pochi "campi base" ma frequentando in modo diffuso il territorio, con bivacchi di breve durata. Mentre nella fase più antica del Mesolitico i "campi base" furono posti a quote medio-basse intorno ai 400-500 metri (Isola Santa, Riparo Fredian e Piazzana), con l'eccezione del sito di Bagioletto Alto, successivamente questi si spostarono tutti a quote elevate (Le Coste, Passo della Comunella e Lama Lite), poiché furono usati come accampamenti stagionali, frequentati esclusivamente durante l'estate. E' assai probabile che numerosi insediamenti fossero posti anche nelle aree costiere e lacustri, ma non si sono ritrovati perchè cancellati dalla risalita del livello del mare. Infatti strumenti mesolitici sono stati rinvenuti all'interno dei sedimenti sommersi del Lago di Massaciuccoli. Nella zona interna della Toscana settentrionale è comunque documentato che vennero frequentate anche le aree di pianura lungo i corsi d'acqua e quelle di bassa collina, come testimoniano i ritrovamenti di Sammartina nel Valdarno fiorentino, di Casa Gentile nell'area di Pistoia e gli insediamenti del livornese, da Calafuria sulla costa alle colline dell'interno.

(testo di Alessandra Berton, Marzia Bonato, Stefania Campetti, Laura Perrini)

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