Nel Paleolitico antico i nostri antenati, pur costruendo strumenti in pietra, non erano in grado di cacciare selvaggina di grossa taglia e si nutrivano di resti di animali predati dai numerosi carnivori che popolavano il territorio.
La tecnica di scheggiatura della pietra permise di ottenere utensili di varia forma per scarnificare le prede, dagli archeologi definiti nel loro insieme "strumenti litici" o "industria litica". All'inizio l'industria litica fu molto rudimentale: gli strumenti erano ricavati da grossi ciottoli fluviali sulla cui estremità, per renderne i bordi taglienti, venivano asportate delle schegge tramite un'altra pietra usata come percussore. Questi primi utensili sono denominati "choppers". Strumenti più complessi, che vennero ottenuti scheggiando i ciottoli su tutta la superficie, ricavandone utensili dalla tipica forma a mandorla, sono definiti "bifacciali" o "amigdale". Con il passare dei millenni e con il progresso evolutivo umano gli strumenti si diversificarono e diventarono sempre più specializzati. Sicuramente fin dai più antichi periodi della storia dell'uomo fu usato anche il legno, i cui prodotti non sono stati però rinvenuti, poiché tale materiale si dissolve in brevissimo tempo in quasi tutti i tipi di terreno.
L'economia dei nostri più antichi predecessori e dei neandertaliani fu caratterizzata dal nomadismo continuo di piccoli gruppi familiari che praticavano la caccia alla selvaggina e la raccolta di frutti selvatici, mentre Homo sapiens viveva in comunità più numerose, continuando a spostarsi sul territorio per seguire le migrazioni dei branchi di animali.
L'"industria litica" di Homo neanderthalensis nel Paleolitico medio è più specializzata rispetto a quella del Paleolitico antico, con utensili quali bulini, raschiatoi, grattatoi, punte, denticolati, strumenti utili per la lavorazione della pelle animale e del legno. I manufatti in pietra erano realizzati in selce, materia prima che gli uomini preistorici scelsero in tutte le parti del mondo, poiché particolarmente tagliente ed adatta ad essere scheggiata, mentre il legno è stato certamente usato per fabbricare lance utili a cacciare animali di grossa taglia, come l'orso delle caverne o il cavallo. L'industria litica dei neandertaliani è definita in tutte le aree geografiche europee Musteriano, dalla località francese di Le Moustier dove per la prima volta è stata individuata e studiata.
Strumenti prodotti dai neandertaliani sono stati ritrovati in Versilia nel bacino di Massaciuccoli (Viareggio/Massarosa), a Grotta all'Onda e alla Buca del Tasso (Camaiore), a Grotta del Capriolo e alla Buca della Iena (Massarosa) , in Lunigiana nelle Grotte di Equi Terme.
Homo Sapiens, adottando nuove tecniche di scheggiatura della materia prima, divenne capace di produrre utensili di forma laminare, lunghi e sottili. Anche l'osso e il corno vennero ampiamente lavorati per ottenere strumenti di varia forma ed ornamenti.
L'"industria litica" di Homo sapiens nel Paleolitico superiore è stata ritrovata nella Toscana nord-occidentale soprattutto nelle aree più a bassa quota della pianura costiera, poiché durante l'ultima glaciazione le zone montane dovevano essere poco frequentate. La maggiore concentrazione di strumenti si ritrova infatti nell'area del lago di Massaciuccoli, nei sedimenti degli strati oggi sommersi, i quali erano invece emersi nel momento di massimo abbassamento del livello del mare. In questa fase glaciale furono anche raggiunte e popolate le isole dell'arcipelago toscano, come l'isola d'Elba e l'Isola di Pianosa. L'unica grotta della Toscana nord-occidentale che fu temporaneamente abitata anche durante la fase fredda è la Grotta del Leone di Agnano (Pisa), proprio perché posta a bassa quota sulla pianura pisana.
Strumenti della fase finale, più temperata, del Paleolitico superiore sono stati rinvenuti invece anche a quote più alte, a Grotta all'Onda e alla Buca della Iena in Versilia e in alta Garfagnana. Si tratta di strumenti di piccole dimensioni in selce, in particolare grattatoi e strumenti a dorso, che venivano immanicati su un supporto di legno. Quest'ultimi costituivano le parti taglienti delle lance utilizzate per la caccia, le quali venivano scagliate utilizzando un particolare utensile, il propulsore, che permetteva di aumentare la lunghezza del lancio.
In questo periodo i gruppi umani che popolavano la montagna praticarono la caccia specializzata allo stambecco; dai resti ossei di questo animale sappiamo che negli insediamenti della Valle del Serchio lo stambecco costituì l'80% delle prede macellate.
(testo di Alessandra Berton, Marzia Bonato, Stefania Campetti, Laura Perrini)