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L'abitazione

Le testimonianze archeologiche reperite in varie parti dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa, documentano che le abitazioni erano in grotta, oppure in capanne all'aperto, costruite a volte con una base di pietre interrate e copertura di arbusti o pelli di animali. Nel Paleolitico medio si trattava sempre di ripari temporanei frequentati per brevi periodi di tempo, mentre nel Paleolitico superiore venivano costruiti in alcuni casi dei veri e propri accampamenti organizzati all'aperto, abitati per più lunghi periodi di tempo.
Nella Toscana nord-occidentale manca qualsiasi tipo di testimonianza di strutture abitative paleolitiche. In particolare non conosciamo il tipo di abitazione dei neandertaliani, ma i loro strumenti, ritrovati sporadicamente nelle grotte della Versilia e della Lunigiana e con più abbondanza nel Lago di Massaciuccoli, permettono di ipotizzare che nella fase temperata di circa 40.000 anni da oggi le loro abitazioni temporanee fossero poste sia nelle zone di montagna che nelle pianure costiere. Si può invece certamente presumere che nel periodo glaciale del Paleolitico superiore i cacciatori-raccoglitori organizzassero i loro accampamenti temporanei proprio nella bassa pianura, dove la temperatura era più mite. Con il miglioramento climatico del periodo post-glaciale i gruppi di cacciatori-raccoglitori ripresero a frequentare le zone più elevate, come anche gli animali tipici di montagna quali stambecco, camoscio e marmotta. Nelle Alpi Apuane, sono numerosi i ritrovamenti di industrie litiche della fase finale del Paleolitico superiore, soprattutto nei Comuni di Castelnuovo Garfagnana, Careggine, Molazzana. I siti archeologici più importanti sono quelli di Isola Santa, Riparo Piastricoli, Riparo Fredian. In Val di Lima il Paleolitico superiore finale è attestato nella Grotta delle Campane e nella Grotta di Ponte Nero nel Comune di Bagni di Lucca. Si tratta di "campi base" situati in grotta e all'aperto, in prossimità dei fondovalle. Invece accampamenti di alta quota si ritrovano nell'area montana di Piazza al Serchio, fino agli alti crinali dell'Appennino, dal Passo di Pradarena al Passo delle Forbici, dove numerose località hanno restituito strumenti in selce di questo periodo. Al Parco dell'Orecchiella. sono da ricordare le officine litiche di La Greppia e Casini di Corte, legate all'approvvigionamento e alla lavorazione della selce locale. Anche in alta Versilia i recenti scavi a Grotta all'Onda (Camaiore) hanno portato alla luce i resti di un focolare attribuibile alla fase finale del Paleolitico superiore.

(testo di Alessandra Berton, Marzia Bonato, Stefania Campetti, Laura Perrini)

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