Il Museo, che ha sede nel Palazzo Ducale di Lucca, prende il nome dal fotografo e appassionato collezionista fiorentino Paolo Cresci. Conserva ed espone un eccezionale e variegato materiale documentario sull’emigrazione dall’Italia a partire dall’Unità. Attraverso lettere manoscritte, fotografie, passaporti e altri documenti pubblici e privati è possibile ripercorrere l’esperienza migratoria nelle tappe più significative e nelle vicissitudini più ricorrenti: dalle condizioni di vita di chi decideva di emigrare, ai preparativi per la partenza, al viaggio, all’arrivo nel nuovo paese, alla ricerca di un lavoro, alla vita vissuta con i piedi nella “Merica” e il cuore in Italia.
Obiettivi del museo e dell’archivio sostenuti dalla fondazione Paolo Cresci sono lo studio e la divulgazione della storia dell’emigrazione proponendo al nostro paese, oggi non più terra di emigrazione ma di immigrazione, i valori civili della tolleranza e quelli costruttivi che nascono dall’interazione fra culture diverse.
| Come arrivare: | macchina: Bretella dell’autostrada Firenze-Mare, S.S. 12 del Brennero da Pisa, e S.S. 435 Pesciatina, da Firenze e Pistoia |
| Comprensorio: | Piana di Lucca |
| Comune: | Lucca |
| Indirizzo: | Palazzo Ducale, Cappellina Santa Maria della Rotonda |
| Notizie storico critiche: | Paolo Cresci (1943-1997), fotografo scientifico presso l’Università di Firenze, fu un appassionato collezionista di documenti sull’emigrazione. Iniziò la raccolta negli anni settanta e mise insieme un archivio ricco di materiale documentario, fotografie, libri e riviste: l’Archivio più importante in Italia per la storia dell’emigrazione. |
| Costo biglietto: | ingresso libero |
| Tipo di collezione: | Manoscritti, documenti personali, fotografie, filmati d'epoca, film, interviste sul fenomeno dell'emigrazione dall'Italia verso l'America nei secoli XIX e XX |
| Orari estivi: | 1 maggio – 30 settembre: 10,00 – 12,30; 15,00 – 18,30 |
| Orari invernali: | 1 ottobre – 30 aprile: 9,30 – 12,30; 14,30 – 17,30 |
| Riferimento: | Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana |