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Pieve di San Giorgio a Brancoli

L´edificio costituisce, insieme alla chiesa di S. Alessandro di Lucca e alla Pieve di Valdottavo, uno degli esempi più alti e significativi del nuovo linguaggio architettonico e figurativo della metà dell´XI secolo, caratterizzato dalla ripresa di moduli stilistici paleocristiani. Eccezionalmente ben conservato, mantiene ancora gli altari, pulpito e fonte battesimale originali: per tali motivi è stato inscritto già nel 1876 nell´elenco dei monumenti nazionali.

Comprensorio: Piana di Lucca
Comune: Lucca, Pieve di Brancoli
Notizie storiche:

La più antica menzione dell´assunzione alla dignità di pieve di S. Giorgio a Brancoli risale al 1097, anche se le fonti ne certificano l´esistenza in qualità di chiesa dipendente dalla pieve di Sesto a partire dal 772 fino alla prima metà dell´XI secolo. La suddivisione del più antico vasto piviere è certamente da mettere in relazione con la particolare importanza assunta in questo periodo dalla Brancoleria che dovette vedere un deciso sviluppo demografico, tale da rendere insostenibili i disagi della popolazione, costretta ad attraversare il fiume per raggiungere la vecchia pieve di Sesto.

Nella seconda metà del secolo si assiste certamente in Brancoleria alla nascita e al riassetto di numerose istituzioni religiose come la fondazione di una canonica a S. Michele di Tramonte, la riconsacrazione di S. Maria in Piazza. Queste iniziative sembrano attestare una particolare attenzione riservata a questa area nell´ambito della fervida attività di riforma spirituale promossa dal vescovo Anselmo da Baggio, divenuto poi papa col nome di Alessandro II, e da Matilde di Canossa, che usava risiedervi.

Nell´"Estimo" del 1260 dalla Pieve di S. Giorgio dipendono, diverse chiese distribuite sulle pendici collinari, tutte nate entro piccoli insediamenti mentre la Pieve rimane isolata, in posizione baricentrica.
Il paramento murario a grandi blocchi marmorei disposti a filari alternati e inquadrati alle estremità da paraste angolari, le rigorose proporzioni e l´impiego di colonne monolitiche sormontate da capitelli neo-antichi testimoniano l´appartenenza di questo edificio al nucleo di architetture rinnovate da Alessandro II in coerenza con i suoi principi riformatori.

L´interno conserva l´originario apparato scultoreo, tra cui il rarissimo altare su colonnini, dovuto ad una maestranza di alto livello da cui emerge il nome di Raito , firmatario per ben due volte dell´acquasantiera con protomi (purtroppo recentemente rubata).
Appena di poco posteriori sono il fonte battesimale e l´ambone a cassa sorretta da leoni stilofori dovuti a quel gruppo di maestranze lombardo-lucchesi note con il nome convenzionale di Guidi attivi a Lucca tra la fine del XII e l´inizio del XIII secolo.

Da segnalare anche la presenza di una croce dipinta del XIII secolo, nell´abisde, e di una estesa decorazione a fresco nella navata sinistra di cui è ancora leggibile una Annunciazione di fine Trecento attribuita a Giuliano di Simone. La chiesa conserva anche una terracotta invetriata di scuola robbiana, raffigurante San Giorgio.

[fonte: Sacrum Luce]

Link Sacrum Luce: http://sacrumluce.sns.it/mv/html/LUC/LC__990007076500000
Codice Audioguida: 732
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