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Sant'Anastasio

I primi documenti che menzionano la chiesa di Sant’Anastasio risalgono al IX secolo, ma oggi l’edificio si presenta come una piccola e armonica costruzione del romanico lucchese, caratterizzata dall’uso esteso del laterizio, impiegato accanto al più consueto calcare bianco. L’interno dell’edifico, ad unica navata, è stato completamente trasformato da una ristrutturazione cinquecentesca promossa dall’allora rettore Pietro Biancalana.

Fondazione: IX secolo
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune: Lucca
Notizie storiche:

Il primo documento riguardante la chiesa di Sant’Anastasio – conosciuta anche come Chiesa del Gesù perché sede nell’Ottocento della Compagnia del Santissimo Nome di Gesù – risale all’844, ma l’edificio attuale è stato realizzato tra il XII e il XIII secolo: la chiesa, detta in antico “in Lischia”, venne costruita in laterizio, utilizzando il calcare bianco solo per la parte inferiore della facciata fino all’architrave del portale e per sottili ed eleganti listature che percorrono senza soluzione di continuità la parte superiore della facciata stessa, il fianco e la zona absidale. A destra della porta di ingresso un’iscrizione in esametri leonini commemora la figura di Enrico Sismondi, prete della chiesa morto nel 1167.


In facciata si apre un unico portale con architrave decorato con una cornice a piccoli rombi e rotae intarsiati; i capitelli di stipite accolgono due leoni raffigurati di profilo con protomi (una umana a destra e una di toro a sinistra) nella parte interna. Tutto il sistema decorativo sembra essere una tarda eco della produzione di Guidetto e degli altri scultori lombardi attivi a Lucca tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo, responsabili fra le altre cose della parte alta della facciata del Duomo di San Martino. Un secondo portale, oggi tamponato, si apriva nel fianco sinistro: anch’esso ha capitelli di stipite decorati, in questo caso con foglie e volute.


L’interno della chiesa venne completamente rinnovato nella seconda metà del XVI secolo, come testimoniato da un’epigrafe collocata sopra la porta della sacrestia: la copertura a capriate venne oscurata da una volta a botte e gli altari vennero dotati di un nuovo arredo comprendente la Madonna con il Bambino e santi di Alessandro Ardenti (1568) e il Crocifisso tra i santi Lorenzo e Giuliano di Lorenzo Zacchia (1587), ancora oggi presenti in chiesa.
La chiesa ospita oggi la comunità locale della Chiesta Ortodossa Romena.

Link Sacrum Luce: http://sacrumluce.sns.it/mv/html/LUC/LC__990005968100000
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