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San Martino

L’abitato di Coreglia Antelminelli sorge sui resti di un antico castello, da cui trae la struttura urbanistica compatta. La chiesa castellana era quella di San Michele, mentre sorge all’esterno dell’antico confine murato la chiesa di San Martino, più antica e costruita a partire dall’XI secolo forse con la funzione di chiesa cimiteriale.

Fondazione: IX secolo
Comprensorio: Mediavalle
Comune: Coreglia Antelminelli
Notizie storiche:

La chiesa di San Martino di Coreglia, posta nell’immediato ridosso del nucleo abitato del castello, è una complessa struttura architettonica a tre navate con abside entro la quale possono essere individuate tre fasi costruttive principali.
La più antica di esse la colloca tra i capostipiti dell’architettura medievale lucchese e può essere datata al IX secolo: pertengono a questa fase i limiti perimetrali dell’edificio - che forse aveva una pianta ad unica navata – con un anomalo andamento trapezoidale forse motivato dalla struttura del terreno, e le strutture del fianco sinistro e della testata absidale della medesima navatella. Su tale fianco è ancora osservabile anche il tipico motivo ad archetti pensili che avvicina questa costruzione alla forse coeva, e ugualmente problematica, pieve di Arliano. Vi si apriva un portale oggi tamponato dotato di architrave scolpito con un motivo a intreccio.
In una seconda fase, riferibile al pieno X secolo, la chiesa assunse la pianta a tre navate e si procedette alla ricostruzione dell’abside a tre monofore spartito da lesene e con coronamento di archetti pensili e della testata absidale della navata destra. Venne anche rielaborato il sistema di sostegno interno ad arcate su basse colonne cilindriche, con bassi capitelli a rilievo con figurazioni astratte non prive di richiami classicheggianti.
Nell’ultima fase medievale, durante il secolo XI, si procedette a ricostruire anche il fianco destro.
La facciata è invece frutto di un rifacimento seicentesco, mentre il campanile è stato eretto verso la metà dell’Ottocento in sostituzione di una precedente struttura.
L’interno della chiesa mantiene l’aspetto che dovette avere nel Medioevo nonostante la presenza del cinquecentesco affresco con Assunzione della Vergine che decora il catino absidale. È assegnabile dubitativamente a Pietro Sorri ed è stata eseguita nel 1568 la tela con Madonna del Rosario conservata in chiesa. Il tabernacolo per gli oli santi è una pregevole opera di ambito civitalesco degli ultimi decenni del Cinquecento, affine a quello presente nella vicina chiesa castellana di San Michele.
Nei pressi della chiesa sorge l’Oratorio cinquecentesco di San Rocco.

Link Sacrum Luce: http://sacrumluce.sns.it/mv/html/LUC/LC__990005971200000
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