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Anfiteatro romano di Lucca


Tipologia: Anfiteatro
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune/Località: Lucca

L'anfiteatro, tipico edificio per spettacoli e giochi gladiatori, venne costruito a Lucca nella seconda metà del I secolo d.C. Il rinvenimento, testimoniato da una notizia ottocentesca, di monete dell'imperatore Claudio, nel corso della demolizione di alcune murature, porrebbe l'inizio dei lavori dopo la metà del secolo. La costruzione, comunque, venne certamente completata solo nell'avanzata età flavia con il finanziamento di un eminente cittadino di rango equestre, Quinto Vibio, che, come riferisce l'iscrizione onoraria rinvenuta nell'arena nel 1810, fornì, nell'arco di dieci anni, la somma di 100.000 sesterzi.
Decaduta progressivamente l'originaria funzione, l'edificio, con la sua mole e la posizione esterna alle mura urbane, divenne un pericolo per la sicurezza della città, potendo cadere in mano ad eventuali aggressori. E' probabile quindi che, almeno dal VI secolo d.C., in occasione delle guerre gotiche e dell'assedio di Narsete, l'anfiteatro sia stato fortificato a scopo militare chiudendone le arcate esterne. In seguito, alle strutture superstiti all'abbandono e alle spoliazioni, si sovrapposero nuovi edifici, utilizzati per abitazioni e, per un certo periodo, anche come carceri. Tra il 1830 e il 1839, su progetto dell'architetto Lorenzo Nottolini, le costruzioni che avevano occupato l'antica arena furono demolite e lo spazio interno, con il profilo regolarizzato, fu trasformato nell'attuale piazza.
(testo di Susanna Bianchini)
Stato di conservazione

I resti dell'anfiteatro romano si conservano inglobati negli edifici che delimitano l'odierna piazza dell'Anfiteatro, situata nella zona settentrionale della città. La forma ellittica della piazza, coincidente in buona parte con lo spazio dell'antica arena e frutto del restauro ottocentesco, permette di cogliere ancora il volume e le linee generali del monumento antico.
Lungo il perimetro esterno sono inoltre visibili, percorrendo l'attuale via dell'Anfiteatro, alcune delle strutture murarie originarie, in particolare nel tratto prospiciente piazza Scalpellini e soprattutto in quello nord, compreso tra l'ingresso orientale, l'unica porta antica conservata, e via del Portico.
Notizie storiche

L'anfiteatro venne edificato all'esterno della cinta muraria, in prossimità della porta nord, per ovvi motivi pratici e funzionali: nella seconda metà del I secolo d.C., dopo circa tre secoli di vita della città, sarebbe stato assai difficile inserire un edificio di tale mole all'interno del tessuto urbano ormai consolidato; la posizione extraurbana facilitava inoltre l'afflusso del gran numero di spettatori, provenienti sia dalla città che dal territorio circostante.
L'edificio, di dimensioni massime m 107 X 79 circa, venne fondato su una poderosa massicciata cementizia, gettata su tutta l'area per consolidarne il terreno alluvionale di base. La costruzione è costituita da una corona ellittica composta da 55 vani, detti comunemente cunei. Tali ambienti, disposti su due livelli e con copertura a volta che si inclina progressivamente verso l'interno, servivano da sostegno della cavea, le gradinate che circondavano l'arena e sulle quali sedevano gli spettatori, accedendovi da scalinate interne. Aperti all'esterno, i cunei si presentavano in facciata con una sequenza di pilastri e archi, ampi m 3,80, articolati in due ordini: l'inferiore con archi alti m 6,60, il superiore, decisamente più basso, con archi alti m 4,85; l'altezza totale doveva superare i 13 metri. Una bassa galleria in laterizi, documentata dagli scavi ottocenteschi, chiudeva i cunei all'interno, delimitando lo spazio dell'arena (m 67 X 39).
Le strutture murarie sono realizzate in conglomerato cementizio, con paramento in laterizi nei pilastri del livello inferiore e in tecnica mista, con blocchetti di calcare bianco alternati a fasce di laterizio, nei pilastri del secondo livello e nei muri dei cunei. Sempre in laterizi erano la cornice che separa i due ordini e le ghiere degli archi, impostati però su cornici in pietra modanate.
I vani dell'ordine inferiore, pavimentati con grandi lastre di pietra, erano utilizzabili come ingressi secondari o ambienti di servizio. Gli accessi principali erano almeno due, posti alle estremità dell'asse maggiore dell'ellisse. Dell'ingresso orientale, l'unico conservato e riaperto nella sistemazione del Nottolini, è visibile parte dei due pilastri laterali in grandi blocchi squadrati; sulle relative cornici si osservano al centro altre due cornici più piccole, ricavate a rilievo molto basso, cui dovevano corrispondere due lesene, appena abbozzate sui primi conci dei pilastri. E' evidente che questa decorazione, come la stessa rifinitura dei pilastri, non venne mai completata.
A sinistra dell'ingresso orientale si possono osservare differenti tecniche murarie utilizzate nel tempo per la chiusura dei fornici; in particolare, a ridosso dei pilastri del secondo ordine, sono visibili semplici murature in ciottoli fluviali, certamente più antiche delle altre tamponature in laterizi.
Nell'insieme, l'anfiteatro di Lucca ha caratteristiche architettoniche di estrema semplicità e funzionalità; è privo di un corridoio anulare esterno e anche l'apparato decorativo della facciata è ridotto alle semplici cornici in pietra.
Questi elementi, come l'incompletezza delle rifiniture e l'intervento risolutivo di un facoltoso cittadino, evidenziano le difficoltà finanziarie della città nel portare a termine la costruzione, certamente impegnativa, dell'edificio. Già dal secolo successivo, infatti, i segni di crisi economica sono evidenti nel degrado del tessuto urbano,.
Bibliografia

- Sommella P., Giuliani C. F., La pianta di Lucca romana, Roma 1974
- Mencacci P., Zecchini M., Lucca romana, Lucca 1981
- Ciampoltrini G., "Municipali ambitione". La tradizione locale negli edifici per spettacolo di Lucca romana, in Prospettiva 67, 1992

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