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Area archeologica della chiesa dei Santi Giovanni e Reparata


Tipologia: Domus; Thermae; Basilica paleocristiana.
Comprensorio: Piana di Lucca
Comune/Località: Lucca

La chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, parte, con l'annesso battistero, del complesso museale della cattedrale, si trova nell'area sud-orientale della città di Lucca. Venne edificata nel V secolo d.C e costituì la prima sede vescovile della diocesi, fino a quando, agli inizi dell'VIII secolo, la dignità di cattedrale venne trasferita nella vicina chiesa di S. Martino.
Notizie di casuali rinvenimenti archeologici, soprattutto nell'area del battistero, si hanno fino dal XVII secolo; il primo intervento di scavo intenzionale fu realizzato dal Ridolfi nel 1885.
Indagini sistematiche in tutto il sottosuolo della chiesa, concluse con l'allestimento dell'attuale percorso archeologico, ebbero inizio alla fine degli anni '60. In questo ambito, tra il 1976 e 1977, fu effettuato lo scavo nell'area del battistero, primo vero intervento d'indagine archeologica, nel centro storico di Lucca, realizzato con moderna metodologia stratigrafica. Un ulteriore saggio di scavo è stato infine effettuato nel 1990, nell'area dell'abside e del transetto settentrionale della chiesa.
(testo di Susanna Bianchini)
Stato di conservazione

I resti archeologici sono attualmente visibili nel percorso di visita allestito nel sottosuolo della chiesa. Un'ampia porzione di pavimentazione romana, asportata nel XIX secolo, è esposta nel Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca.Da Marzo a Ottobre, orario continuato 10 -18; nel periodo invernale, aperto
Sabato, Domenica e durante altre festività o su prenotazione. Ingresso euro 2,50; per gruppi di 10 o più persone e per bambini dai 6 ai 14 anni euro 1,50.
Notizie storiche

Alcuni dei reperti ceramici, recuperati negli scavi del battistero, risultano databili in epoca certamente più antica della fondazione romana di Lucca; sebbene provenienti da strati posteriori, tali oggetti costituiscono al momento le uniche tracce in ambito urbano (Via Squaglia) di una possibile frequentazione dell'area precedente alla colonia del 180 a.C.
Le strutture più antiche conservate sono comunque riferibili alla prima fase di vita della città romana, tra l'età tardorepubblicana e la prima età augustea. Si tratta dei resti di alcune pavimentazioni relative agli ambienti di una domus, una ricca abitazione privata.
Un piccolo lembo di cocciopesto, decorato con crocette in tessere musive bianche e nere, è visibile nell'area occidentale del battistero, dove fu individuato dagli scavi degli anni '70; è assai probabile che si tratti di una porzione del pavimento, identico, asportato negli interventi ottocenteschi ed ora esposto al Museo di Villa Guinigi. Nel transetto settentrionale si conservano altri due lembi di pavimentazione in cocciopesto: uno arricchito da un emblema, realizzato con elementi lapidei policromi inseriti su un fondo di tessere di mosaico (scutulatum), l'altro, più semplice, di colore avana e privo di decorazioni.
In età imperiale, tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C., l'area subì certamente una radicale trasformazione: le strutture murarie e pavimentali individuate, sebbene di non facile interpretazione per inevitabili lacune, risultano comunque pertinenti ad un nuovo complesso edilizio con caratteristiche probabilmente non residenziali.
Nell'area del transetto settentrionale della chiesa sono visibili resti di murature e due basi di colonna, pertinenti ad un ambiente con porticato intorno ad una vasca; altre strutture murarie definiscono un corridoio nell'area dell'abside, e due vani a nord dell'ambiente colonnato.
Secondo un recente tentativo di ricostruzione, nel vano con colonne potrebbe essere riconosciuto un grande frigidarium, ambiente con vasca per i bagni freddi, e i resti di questa fase potrebbero quindi essere pertinenti ad un edificio termale. Più incerta è la lettura delle strutture individuate nell'area del battistero, dove comunque alcuni reperti ne indiziano ancora la possibile destinazione termale. E' stata inoltre avanzata l'ipotesi che il primo battistero riutilizzi, con la semplice aggiunta delle quattro absidi perimetrali, un ambiente quadrangolare riferibile al precedente edificio romano.
Sebbene le ipotesi ricostruttive siano destinate a rimanere tali, è comunque evidente l'ampiezza e la complessa articolazione dell'edificio del II secolo d.C., molto probabilmente di carattere pubblico piuttosto che privato.
In età tardoantica, sulle strutture di età romana, probabilmente ancora ben conservate, vennero edificati la basilica paleocristiana, di cui si conservano alcuni tratti della pavimentazione a mosaico policromo, ed il battistero a quattro absidi. Sostanziali trasformazioni, documentate nel percorso archeologico, si ebbero poi nel corso dei secoli VIII, IX e X, fino alla costruzione, nella seconda metà del XII secolo, della nuova chiesa romanica, ormai sopraelevata di più di due metri rispetto alla basilica paleocristiana.
Bibliografia

- Ciampoltrini G., L'area di S. Giovanni e S. Reparata nell'assetto urbano di età romana, in G. Piancastelli Politi Nencini (a cura di), La chiesa dei Santi Giovanni e Reparata in Lucca. Dagli scavi archeologici al restauro, Lucca 1992
- De Marinis G., Lo scavo del Battistero (1976-1977), in G. Piancastelli Politi Nencini (a cura di), La chiesa dei Santi Giovanni e Reparata in Lucca. Dagli scavi archeologici al restauro, Lucca 1992
- Ciampoltrini G., Le terme pubbliche nelle città dell'Etruria centro - settentrionale fra I e II secolo d.C., in Studi Classici e Orientali 43, 1993
- Ciampoltrini G., P. Rendini, Pavimenti in signinum e scutulatum dall'etruria centro-settentrionale. Recenti acquisizioni, in Atti del III colloquio AISCOM, Bordighera 1996

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