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Pieve di San Giovanni Battista


Comprensorio: Mediavalle
Comune/Località: Borgo a Mozzano, Pieve di Cerreto


Attestata fin dal X secolo, questa antica pieve mantiene intatta la parte absidale che la pone tra i più interessanti esempi di architettura medievale in lucchesia.
Notizie storiche

In un documento del 995 si trova notizia di una pieve battesimale "Domini et Salvatoris et S. Fridiani et S. J. Baptiste" di Mozzano da cui dipendono numerosi abitati; nell´"Estimo" del 1260 la pieve, elencata senza specificarne l´intitolazione, ha sotto di sé appena cinque chiese e un oratorio, mentre in alcuni dei luoghi citati nel X secolo come da essa dipendenti sono sorte chiese elencate ora sotto la Pieve di Diecimo.

E´ possibile che questa decadenza sia da mettere in relazione con l´indebolimento dei nobili Suffredinghi, i cui possessi si estendevano in questo territorio e avevano una sorta di padronanza sulla pieve di cui incameravano ancora nel 1225 le rendite: sconfitti da Lucca, essi vennero infatti privati nel 1169 dei loro fortilizi di Cune e di Anchiano nel 1169, nel 1227 anche della Rocca di Mozzano. Viceversa, nella vicina Diecimo, si andava irrobustendo il feudo vescovile.

In effetti la decadenza della pieve aveva avuto un inzio precoce: già nel XIII secolo essa risultava poco dotata finanziariamente, mentre la chiesa di Borgo a Mozzano, evidentemente in forte espansione, si avviava a starle alla pari. Difatti nel 1294 il rettore e i fedeli di quest´ultima già rivendicavano il fonte battesimale. Negli anni seguenti la vecchia pieve, pur continuando formalmente a svolgere le sue funzioni, è indicata nella "Visita" come trascurata e isolata finché, verso la fine del Cinquecento, non viene sostituita dalla sottostante chiesa di Cerreto che ne eredita titolo e dedicazione.

La pieve sorge isolata rispetto ai centri abitati che le afferivano, circondata da un gruppetto di abitazioni aggregatevisi in epoca posteriore alla sua costruzione. Nonostante vistose interpolazioni che ne rendono difficile la lettura, la facciata e l´impianto si lasciano collocare tra la fine dell´XI e l´inizio del XII secolo per la tipologia decorativa, per la soluzione con cui il campanile si collega al fianco attraverso un alto arcone, sotto cui passa il vecchio sentiero (come si vede nella vicina S. Lorenzo in Corte di Brancoli), per la forma e la lavorazione delle squadrate di pietra di calcare bianco, perfettamente leggibili nella testata absidale.

Nell´interno si conserva il semplice fonte battesimale di forma esagonale mentre l´arredo è stato quasi integralmente trasferito nella sottostante chiesa di Cerreto: è lì che è infatti collocata oggi una grande Madonna in trono con Bambino, recentemente riconosciuta a Francesco di Valdambrino.

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