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La romanizzazione della Toscana nord-occidentale


icona La romanizzazione della Toscana ...
Capannori, iscrizione funeraria ...

Nel III sec. a.C., Roma, dopo aver sottomesso le città dell'Etruria meridionale, rivolse il suo interesse verso l'Etruria settentrionale stipulando alleanze con i singoli centri urbani. Pisa, in particolare, costituiva un'importante base navale per le operazioni romane nel bacino settentrionale del Tirreno e, ben presto, i Romani intuirono anche le possibilità strategiche del porto naturale alla foce del fiume Magra.
L'acquisizione del pieno controllo del territorio e dei suoi approdi rese inevitabile lo scontro con le locali popolazioni liguri, conclusosi verso la metà del II sec. a.C., dopo le deduzioni della colonia latina di Lucca (180 a.C.) e della colonia romana di Luni (177 a.C.).
La fondazione dei due centri urbani segnò infatti un punto di svolta nella storia dell'estrema Etruria nord-occidentale, avviandone una rapida e completa romanizzazione. Elemento fondamentale fu certamente la rete di grandi strade consolari che collegarono la regione direttamente a Roma e l'aprirono verso l'Italia settentrionale. I territori delle due città vennero inoltre completamente riorganizzati, bonificati e suddivisi tra i nuovi coloni. Le popolazioni locali, gli Etruschi e quei Liguri che, dopo le ultime resistenze, sedate definitivamente nel 154 a.C., avevano accettato il nuovo ordine, furono assorbite nella nuova compagine sociale.
Nel corso dell'età repubblicana, le due colonie conobbero una progressiva crescita economica connessa allo sviluppo dell'agricoltura e, per Luni, alle vivaci attività portuali e allo sfruttamento intensivo del marmo apuano.
Con la fine della guerra sociale (89 a.C.), anche Lucca e Pisa acquisirono la piena cittadinanza romana divenendo municipia e, nel 55 a.C., Lucca, ancora inserita nella Gallia Cisalpina, fu sede del celebre incontro tra i triumviri Cesare, Pompeo e Crasso. Al termine delle guerre civili, Lucca, Pisa e probabilmente anche Luni, furono oggetto di deduzioni coloniali con nuove assegnazioni di terre a veterani degli eserciti triumvirali o augustei.
L'età imperiale fu per tutta la regione un periodo di particolare benessere, evidente nella generale monumentalizzazione dei centri urbani e nella fioritura di consistenti attività imprenditoriali e artigianali.
Segni di crisi e trasformazione si avvertono a partire dalla media età imperiale, soprattutto nelle campagne, che vedono il progressivo abbandono dell'insediamento rurale sparso, in favore di una concentrazione delle attività produttive gestite da pochi impianti di dimensioni più cospicue.
Lucca, più distante dai traffici commerciali marittimi, risulta maggiormente coinvolta nella crisi del II e III secolo d.C., evidente dalla scomparsa delle attestazioni relative ai ceti mercantili, dal degrado del tessuto urbano e dal completo abbandono di molti insediamenti rurali.
(testo di Susanna Bianchini - Fabio Fabiani)

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